Same Shit, Different Day/GlobalGameJam 2012

some

Per raggiungere il cuore del jam 2012 bisogna salire all’ultimo piano dello Spielmuseum, poi seguire delle indicazioniscritte a penna su dei foglietti  attaccati alle porte, non è difficile. L’atmosfera è quella di gruppi di studio durante l’autogestione di un liceo. Faccie giovani e entusiaste. I portatili sono sparsi un pò ovunque, le bottiglie di birra vuote rimesse ordinatamente dentro le casse, e qualcuno consuma avanzi  di cina box senza togliere gli occhi dal pc. Il tema di quest’anno è The snake, un serpente che si morde la coda formando un anello. Non posso fare a meno di pensare al logo del padia Institute che ha appenna concluso il vernissage con feedbak all’interno del museo e allora mi viene in mente che questo tema ricorrente della ciclicità in ambito tecnologico forse non è un caso. Che la ripetitività (ritualizzazione) sia una caratteristica del game lo sa bene chi ha passato la propria infanzia nel tentativo di superare certi livelli impossibili di Bubblu Bubble e alla fine aveva imparato tutti quelli precedenti a memoria. Ma, se anche la struttura dei videogiochi attuali tende a presentarci un luogo da abitare liberamente, quella del superamento della ciclicità rimane ancora una chimera, come nella vita. I team sono 9, gente che viene un pò da ogni luogo, Olanda, Spagna, Turchia, il pubblico anche abbastanza eterogeneo fra età e genere, tante donne a guardare e poche (solo due) nei gruppi di lavoro. Scendiamo al piano inferiore del museo e partono le prime presentazioni. La maggior parte dei gruppi ha sfruttato il tema creando un ambiente circolare che ruota cambiando lo sfondo, il personaggio rimane nello stesso punto e compie azioni semplici, chi si ripara da fulmini e saette, chi balla al ritmo di techno mentre clicca su pastiglie colorate stando attendo a non finire in overdose, divertente il lavoro che sfrutta la tecnologia kinect. La grafica è semplicissima, due serpenti fanno una gara di velocità, i due che lo mostrano si muovono in modo maldestro per sviare e saltare ostacoli, il gioco sembra funzionare bene per essere stato fatto in 48 ore e la gente si diverte perchè l’interazione è fluida. Bello anche  Same Shit, Different Day, simpaticissimo mini game con grafica 8bit, sfrutta il tema raccontando di un’uomo che ogni giorno va a lavorare e compie azioni ripetitive tipo quella di salire e scendere con l’ascensore ma ogni giorno che passa si ritrova l’ufficio sempre più infestato da fantasmi dalla quale deve scappare. Mi colpisce sempre notare come i concetti più semplici e quotidiani abbinati ad una grafica stilizzata e buffa risquotino tanto successo. Le persone del pubblico ridono ad ogni passaggio del gioco e l’applauso finale è lungo.Ogni tanto qualcuno si presenta, parla di sè, la maggior parte sono game designer, musicisti e artisti, ovviamente non mancano i programmatori. Il gruppo olandese presenta un gioco dalla grafica molto curata che ha la caratteristica di essere in modalità two players ma sfruttando un solo joypad. Così i due giocatori si mettono al centro della sala ed iniziano a litigarsi il joypad tirando da una parte e dall’altra, viene presentato come un funny game, per una serata fra amici, l’idea mi piace.Non manca un platform dall’atmosfera mistica con paesaggio circolare che gioca sull’effetto, sfondo colorato e luminoso e personaggio in primo piano in ombra, ricorda un pò Braid, l’effetto funziona bene e la grafica dettagliatissima. Gli organizzatori si dilungano in ringraziamenti vari, la gente è rilassata. Un ragazzo porta una pila di pizze e birre per tutti.L’appuntamento non è al prossimo anno, ma ai vari appuntamenti del mese sparsi per la città, a proposito di game.

Annunci