About

Chiara Amendola nasce a Milano. Laureata in Arte e Comunicazione multimediale presso l’Accademia di Belle Arti di Brera si specializza nel 2008 in Teoria e Pratica della Terapeutica Artistica. Nel 2019 consegue il master in Psicologia dei nuovi Media “PREVENZIONE E TRATTAMENTO DELLE DIPENDENZE DA INTERNET IN ADOLESCENZA” presso la scuola il Minotauro di Milano. Dal 2007 al 2010 vive e lavora a Berlino nell’ambito dell’educazione bilingue e della pratica creativa della lingua italiana. Dal 2010 promuove progetti legati all’utilizzo creativo e critico dei nuovi media all’interno di scuole, ospedali e centri diurni e workshop di aggiornamento presso scuole di formazione, associazioni e centri culturali.  Dal 2011 lavora presso il Fablab WEMAKE a Milano in qualità di consulente per le scuole nell’ambito del Piano Nazionale Scuola Digitale del MIUR e collabora con il biennio di Teoria e Pratica della Terapeutica Artistica all’Accademia di Belle Arti di Brera. In ambito psichiatrico, da settembre 2013, coordina l’atelier artistico presso il centro diurno dell’ospedale di Gorgonzola (MI) e presso il reparto psichiatrico dell’ospedale di Melzo (MI). Svolge attività privata come arteterapeuta presso il suo studio di via Malaga 4 a Milano.

La Terapeutica Artistica poggia le sue basi sulla Fenomenologia del Corpo, disciplina introdotta all’inizio del Novecento da Maurice Merleau-Ponty (1908 – 1961), secondo cui l’imprescindibile unitarietà di mente e corpo rende necessario lo studio di quest’ultimo colto nelle sue azioni e nel suo fare. Agendo attraverso il fare stesso diventa quindi possibile raggiungere l’HIC et NUNC, il qui ed ora, condizione imprescindibile della pratica creativa di cui raramente facciamo reale esperienza durante i ritmi frenetici del quotidiano. Il campo artistico diventa quindi quel luogo magico, quel momento autentico dove è possibile il manifestarsi del qui e ora, che non è altro che questo: tradurre il desiderio di definire un luogo e un tempo specifico per dedicarsi pienamente all’espressione di sè, trasformando gli stati d’animo e attingendo ai poteri intuitivi e generativi di immagini e simboli. Tutte le attività che svolgo si basano su questo principio e si sviluppano attraverso la pratica creativa e la conoscenza esperienziale della materia e del suo potere maieutico.

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Intervista Ottobre 2017:

#WEMAKE STORIES: CHIARA AMENDOLA E LA MAGIA DELLA TECNOLOGIA