Lange Nacht der Museen am Computerspiele

Attraversare l’intera  stazione di Alexander per andare a prendere la U5 può essere un’esperienza esaltante o avvilente, dipende dai momenti della giornata.Tutto lo street food che puoi pensare è condensato in un’unico odore e tu non sai più se hai fame o la nausea . Poche fermate e sono allo spielmuseum sulla Karl-marx. Dico di essere lì per seguire la conferenza Vom Alten Fritz zum Serious Game delle 18:00. Un giro veloce, ci sono una serie di vecchie console esposte, già viste, notizie varie sulla nascita del game, in bella vista in una teca di vetro anche al versione di E.T. dell’Atari uscita nel 1982 che fu un flop incredibile e l’Atari dovette seppellire migliaia di copie invendute dicendo che erano difettate, invece la qualità del gioco era bassissima e alla gente non piaceva, ma questo qui non c’è scritto. Vado avanti e vedo esposto il nintendo DS 3d, l’altra volta che sono venuta non c’era. Lo provo subito, un gioco di simulazione di volo, carino. L’effetto 3d è un pò fastidioso alla vista ma lo puoi regolare e va meglio.

SAMSUNG DIGITAL MOVIESAMSUNG DIGITAL MOVIE

Poi provo un gioco che non conosco, face raiders titolo in italiano “caccia alle faccie”. Praticamente scatto una foto della mia faccia e questa si trasforma in un bersaglio da colpire. L’effetto è entusiasmante. Il gioco è a 360°, ti devi girare davvero per cercare gli oggetti da colpire. lo sfondo è composto dalla realtà circostante dalla quale fuori escono forme tridimensionali che creano ulteriori nemici, poi mano a mano dei pezzi di sfondo si staccano tipo mattoni e si intravede dietro una nebulosa di iperspazio. Così il muro del museo che ho davanti piano piano viene giù e io continuo a sparare alle mie faccie che proliferano ovunque. Bello. Caccia alla faccia è un gioco di Augmented Reality, realtà aumentata che sfrutta bene la terza dimensione. il risultato è curioso, mi fa pensare a quei limiti sottili fra reale e virtuali che si allungano fino quasi a scomparire.Di fianco a me  mamma e  figlio giocano a pong, lei ha uno  sguardo compiaciuto che siccome siamo in un museo, allora giocare diventa una cosa culturale e si può. Passeggio ancora un pò, carino  il  computer   portatile  disegnato  da Meta, 5 Jahre di un Kindergarten in Berlino, poi il documentario Local Player (2009) girato in una scuola media di qui che dice che il 58% dei ragazzi intervistati gioca online insieme ad altri mentre le ragazze preferiscono online ma sole. Il 100% predilige giocare su cellulare e solo il 65% su consolle. Andando avanti trovo una esposizione temporanea, che fortuna, in cooperation mit Transmediale 2012 Special exhibition Paidia Laboratory: feedback. Non conoscevo il lavoro del Paidia http://paidia-institute.org/ la cosa mi sembra molto interessante. Il logo sono 2 draghi che si mordono la coda formando un cerchio.  Feedback è un’esposizione di 5 pezzi tutti che ruotano intorno al concetto di una tecnologia che si autofruisce, o che interagisce con se stessa senza intervento umano. Due PS2 una di fronte all’altra alternano l’apertura del carrello per il cd, quando uno si apre va a schiacciare il pulsante open dell’altra e viceversa.( questo video è presente anche al transmediale di quest’anno) Un’altro, forse meno immediata, è una mano meccanica che si muove schiacciando i tasti di una tastiera collegata ad un gioco di atletica leggera.Torno verso l’uscita in direzione della conferenza. C’è un’uomo che mostra un grande plastico, anzi un gioco di ruolo composto da pedine di legno, dietro di lui è proiettato in loop ” Taktisches Kriegsspiel” von Baron von Reisswitz(1764-1828) un video che descrive un’antico gioco di tattiche di guerra del periodo napoleonico, ogni tanto si vedono delle scene di “Total War” della Sega. Noiosissimo.

7

Vorrei tornare dentro a fare un’altra partita a face raiders ma il museo si è riempito di gente ed è diventato impossibile provare i giochi. Un ragazzino biondo gioca al DS da mezz’ora e si è creata una fila lunghissima. Non gli sembra vero che suo fratello faccia parte dello sfondo e continua sparargli come un pazzo, rinuncio. Decido di andare via. Esco e mi ritrovo in una Karl-marx strasse completamente imbiancata, finalmente quest’anno a Berlino ha anche nevicato.

Annunci