// LABORATORI INTERMEDIALI
La diffusione delle nuove tecnologie immersive ed emergenti sta ridefinendo radicalmente il modo in cui comunichiamo, apprendiamo e costruiamo relazioni. In questo scenario in continua trasformazione, diventa urgente elaborare nuovi linguaggi capaci di rispondere ai bisogni affettivi, creativi e cognitivi delle giovani generazioni, promuovendo un dialogo autentico tra i diversi mondi dell’esperienza. Il mio lavoro nasce da questa urgenza e si sviluppa nell’incontro tra pratiche antiche e linguaggi artistici contemporanei, tra materia fisica e ambienti digitali, tra il gesto manuale e l’informazione elettronica. Al centro della mia ricerca vi è la materia – tangibile o virtuale – intesa come corpo vivo, come luogo generativo di senso, immaginazione e conoscenza. Dal 2009, nell’ambito della Terapeutica dell’Arte presso l’Accademia di Belle Arti di Brera, ho sviluppato il metodo dei Laboratori Intermediali: un dispositivo partecipativo che intreccia arte, educazione e trasformazione sociale. Questo approccio si è concretizzato in percorsi espressivi volti a contrastare fenomeni complessi come il ritiro sociale, il cyberbullismo, la dispersione scolastica e le nuove dipendenze, con particolare attenzione al coinvolgimento dei nativi digitali. Credo nell’arte come pratica trasformativa, capace di generare consapevolezza e appartenenza, anche in luoghi inconsueti: scuole, fablab, centri di aggregazione, spazi dimenticati che temporaneamente si riconfigurano in ambienti di cura, ascolto e visione condivisa. Nei miei progetti coesistono carta e microchip, grafite e web, telaio e intelligenza artificiale, non in opposizione ma in alleanza, in un orizzonte di ricerca che attraversa i confini disciplinari per costruire nuove possibilità di espressione e relazione, restituire senso all’esperienza e generare comunità.
// IL MONDO DEL MAKING
Dal 2015, grazie all’incontro con WeMake, fablab e centro di innovazione comunitaria, lavoro attivamente nel mondo del making, movimento creativo e culturale che offre nuove modalità di apprendimento attivo, dove l”arte e la tecnologia si intrecciano. I fablab sono spazi collaborativi dotati di strumenti come stampanti 3D, laser cutter e schede elettroniche, in cui studenti e insegnanti possono progettare, costruire e sperimentare in modo pratico. L’approccio del making, ispirato al learning by doing, stimola il pensiero critico, la manualità e la capacità di risolvere problemi reali. Nelle scuole, questa filosofia trasforma la didattica tradizionale in esperienze coinvolgenti e multidisciplinari, unendo scienza, arte, tecnologia e creatività in un ambiente dinamico dove imparare significa creare. L’idea è quella di coniugare dimensione virtuale e reale attraverso gli strumenti artistici e tecnologici stimolando e sviluppando canali emozionali e competenze tecniche e trasversali.
// OPENSOURCE
La filosofia open source si basa sulla condivisione libera della conoscenza, del codice e degli strumenti, permettendo a chiunque di accedere, modificare e migliorare ciò che altri hanno creato. Diffonderla a scuola significa educare studenti e docenti alla collaborazione, alla trasparenza e al pensiero critico, promuovendo un uso consapevole e responsabile della tecnologia. In un mondo sempre più digitale, l’open source aiuta a formare cittadini attivi, capaci non solo di usare gli strumenti, ma anche di comprenderli e reinventarli.
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